Se stai valutando di diventare agente di commercio o di avviare un’attività di vendita, sai che una delle fasi più complesse è proprio l’inizio.

L’avvio di un’attività in proprio è complesso perché all’inizio di spende denaro ancor prima di incassare le prime provvigioni.

Per questo alcune aziende aiutano i nuovi agenti di commercio con anticipi provvigionali e non solo.

 

3 forme di contributo anticipato

Le aziende che vogliono aiutare i loro nuovi agenti a partire con il piede giusto e soprattutto a non demoralizzarsi per il fatto che nei primi mesi hanno più costi che guadagni, forniscono loro un contributo economico.

Le 3 forme di contributo anticipato più diffuse sono:

  • Fissi provvigionali;
  • Minimi garantiti;
  • Anticipi provvigionali.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste ognuno di questi due contribuiti e quali sono le differenze principali.

 

Fissi provvigionali

I fissi provvigionali sono importi che vengono erogati all’agente ogni mese oltre alle provvigioni che maturerà.

In queso caso l’azienda mandante investe nell’agente di commercio “regalandogli” del denaro per aiutarlo a coprire i costi e ottenere un minimo guadagno.

Per questo viene spesso definito un contributo “a fondo perduto”, nel senso che l’agente non dovrà restituire tale contributo.

Ecco un esempio che ti aiuterà a capire meglio:

Agente di commercio con contratto con fisso provvigionale di € 500 al mese; inizio attività 1 gennaio.

Gennaio: fisso provvigionale € 500, provvigioni maturate € 100. Totale da pagare all’agente € 600

Febbraio: fisso provvigionale € 500, provvigioni maturate € 300. Totale da pagare all’agente € 800

Marzo: fisso provvigionale € 500, provvigioni maturate € 800. Totale da pagare all’agente € 1.200

E così via…

Talvolta tale contributo viene erogato fino al raggiungimento di un certo valore di fatturato di vendita.

Di solito il fisso provvigionale è temporaneo, anche se talvolta viene mantenuta per tutto il rapporto contrattuale purché il suo importo sia significativamente minore rispetto alle provvigioni mediamente sviluppate dall’agente.

 

Minimi garantiti

Anche nel caso dei minimi garantiti, l’azienda mandante investe nell’agente contribuendo con un importo (di solito mensile) minimo.

L’idea di base anche in questo caso è quella di contribuire a coprire i costi e avviare l’attività imprenditoriale con serenità.

Di solito questo tipo di contributo è temporaneo.

Ecco un esempio che ti aiuterà a capire meglio:

Agente di commercio con contratto con minimo garantito di € 500 al mese; inizio attività 1 gennaio.

Gennaio: minimo garantito € 500, provvigioni maturate € 100. Totale da pagare all’agente € 500

Febbraio: minimo garantito € 500, provvigioni maturate € 300. Totale da pagare all’agente € 500

Marzo: fisso provvigionale € 500, provvigioni maturate € 800. Totale da pagare all’agente € 800

E così via…

In questo caso l’azienda mandante garantisce un valore mensile minimo (nel caso dell’esempio di prima € 500) finché l’agente non matura provvigioni per un importo superiore a tale valore.

Anche in questo caso il contributo è a fondo perduto, cioè non deve essere restituito o conguagliato.

 

Anticipi provvigionali

Gli anticipi provvigionali o acconti provvigionali sono invece un anticipo di denaro che potrà poi essere restituito o conguagliato all’agente di commercio.

In questo caso l’azienda mandante anticipa all’agente somme di denaro relative alle provvigioni che maturerà in futuro.

Queste somme poi verranno conguagliate, cioè verrà fatto un calcolo tra le provvigioni anticipate dall’azienda e le provvigioni maturate dall’agente.

Ti faccio un esempio semplice:

Agente di commercio con contratto con anticipo provvigionale di € 500 al mese; inizio attività 1 gennaio.

Gennaio: anticipo provvigionale € 500, provvigioni maturate € 100. Totale da pagare all’agente € 600

Febbraio: anticipo provvigionale € 500, provvigioni maturate € 300. Totale da pagare all’agente € 800

Marzo: anticipo provvigionale € 500, provvigioni maturate € 800. Totale da pagare all’agente € 800.

Congualgio: € 1.100 (Provvigioni maturate) – 1.500 (Anticipi provvigionali) = – € 400

In questo caso l’agente di commercio ha percepito € 400 in più rispetto alle provvigioni maturate.

In questo modo l’agente di commercio ha ricevuto del denaro anticipato che lo ha aiutato a coprire le spese della sua attività (auto, combustibile, vitto, cellulare,…).

Però all’atto del conguaglio l’azienda mandante ha un credito nei confronti dell’agente e potrà chiedere la restituzione della differenza.

 

Cosa succede in caso di revoca del mandato

E’ importante sapere cosa succede in caso di revoca del mandato, cioè nel caso in cui venga interrotto il contratto di agenzia tra l’azienda mandante e il venditore.

Nel caso di fisso provvigionale o minimo garantito, l’agente non deve restituire l’importo fornito dall’azienda (almeno che non sia specificamente previsto nel contratto che ha firmato).

Nel caso invece di anticipi provvigionali, verrà fatto un conguaglio tra quanto anticipato e quanto maturato.

Nel caso in cui l’importo anticipato fosse superiore all’importo di provvigioni maturate, all’agente di commercio potrà essere richiesto di restituire la differenza all’azienda mandante.

Da questo esempio puoi capire ulteriormente perché siano preferibili le soluzioni di fisso provvigionale o minimo garantito rispetto all’anticipo provvigionale.

I primi due sono un investimento che l’azienda fa nei confronti dell’agente di commercio, il terzo caso è solamente un’anticipo di denaro, una sorta di prestito!

Tieni presente che la revoca del mandato è una situazione che piò presentarsi spesso, sia per volontà dell’azienda mandante, sia per volontà dell’agente.

Può accadere che l’azienda mandante non sia soddisfatta dell’operato o dei risultati di vendita dell’agente di vendita e che decida di revocare il mandato all’agente.

Succede altrettanto spesso che sia l’agente di vendita che comunichi la rescissione del contratto all’azienda mandante.

Magari perché non è soddisfatto dell’azienda mandante, o perché valuta troppo oneroso il proprio lavoro a fronte dei guadagni ottenuti, oppure perché trova che l’azienda mandante operi in modo da non aiutarlo a fidelizzare i clienti.

Ti ricordo poi che nel caso di contratto monomandatario, nel caso in cui sia l’azienda mandante a comunicare la revoca del mandato, l’agente dovrà trovarsi un nuovo mandato di agenzia oppure resterà disoccupato.

Il tempo a disposizione prima di trovarsi senza lavoro è il termine del preavviso previsto dal contratto.

Quindi ti ricordo di valutare con attenzione anche questo aspetto prima di scegliere tra un contratto di agente monomandatario o plurimandatario.

Per questi temi prettamente legali, non essendo questo il mio campo specifico, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista specializzato nei contratti di agenzia.

 

Conclusione

In questo post abbiamo visto come:

  • Alcune aziende aiutato i propri agenti di commercio con dei contributi anticipati;
  • Questi contributi sono volontari e non obbligatori;
  • I principali sono contributo fissi provvigionali, minimi garantiti e anticipi provvigionali;
  • In casi di revoca del mandato le eccedenze degli anticipi provvigionali possono essere richieste all’agente.

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Ciao e a presto.

Piero

 

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Piero Salomoni

Sono sposato con Emanuela ed ho due splendide figlie, Isabella e Diana.
Sono un ingegnere e lavoro come consulente e venditore da 20 anni. Aiuto rappresentanti e commerciali ad ottenere più risultati nella vendita. Lo faccio condividendo strategie ed esempi pratici che ho selezionato e testato in questi anni.
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